Perché andiamo tutti al Gay Pride

Adesso che è passato qualche giorno e in giro non se ne parla più, posso scrivere queste righe in pace, senza che qualcuno pensi che si tratti di “pubblicità”. M’è tornato in mente questo argomento di fronte ad articoli di giornale che fanno della provocazione pruriginosa il motivo della loro esistenza – e il mezzo per attuare un marketing efficace e tutto sommato poco costoso. Ecco, io parlo d’altro e in ritardo.

20130503_ 094 Andiamo al “Gay Pride” con i  nostri bambini da qualche anno, mi pare quattro; insomma da quando possiamo uscire con loro per strada senza troppi problemi o preoccupazioni. Noi loro genitori crediamo entrambi nella parità dei diritti per tutti i generi e i sessi, ma non è questo che ci preme far capire ai bambini, è ancora troppo presto per concetti come quelli.

Alla domanda “papà che cos’è il gay pride?” ho semplicemente risposto “una festa d’amore, nella quale si festeggiano tutte le persone che si amano”. Ed è esattamente quello che i bambini vedono tutte le volte che ce li portiamo.

Vedono persone ballare, divertirsi, sorridere, gridare canzoni, baciarsi, e gli piace. Gli piacciono – come non potrebbero? Sono bambini – i costumi sfarzosi ed eccentrici, e non gli sembra strano niente. Privi di qualunque preconcetto – perché noi non gliene diamo e perché l’ambiente intorno ancora non ha tentato di inculcarglieli – si godono la festa. Punto. 20130503_ 088

Ballano, ridono, imparano canzoni – quest’anno ha spopolato “Cicale”, e poi dovreste sentire Andrea nella sua versione di “Livin’ la vida loca” – e si guardano il corteo con occhi che vorrei avere ancora io. Occhi senza divieti, proibizioni, razzismi, stereotipi, e senza i segni della fatica per non averli e non subirli.

Immagino che tutto questo, prima o poi, gli servirà. C’è ancora tempo – anche se poco, con Ivan – prima di fare discorsi importanti. E per quel momento voglio che abbiano già ricordi felici, e privi delle tristi realtà che dovrò spiegargli. Quei ricordi gli serviranno per sopportare con le giuste emozioni i racconti dei razzisti, degli omofobi, dei sessisti che ancora esistono.

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One thought on “Perché andiamo tutti al Gay Pride

  1. un modo fantastico di affrontare una “questione”,ma perchè è una “questione”?? non dovrebbe esserlo, è vero è solo una festa d’amore e bisognerebbe festeggiarlo più spesso l’amore in tutte le sue forme.

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