L’eredità e la restituzione

Tra me e i miei figli ci passa solo una generazione, ma è quella nella quale la percezione del mondo è completamente cambiata. La vita nei miei cinque e nove anni mi appare enormemente distante dalla loro; lo vedo nella capacità che hanno di sopravvivere in un quotidiano affollato di stimoli, informazioni, oggetti, esigenze che li colpiscono in continuazione. Se ripenso al mio mondo alla loro età, mi appare come ingenuo, primitivo, sicuro nella sua tranquilla monotonia.

lbmi E’ ovviamente una visione distorta delle cose: distorta dalla lente deformante con la quale si guarda il passato dal presente, e ovviamente il presente appare più “vivo”, più  stimolante e pieno. Lo è – si chiama presente per questo motivo. Una visione che fa pensare a un momento preciso nel quale iniziare a restituire a loro il mondo che ho abitato, e che abito ancora, io; ma è un errore. Quella restituzione comincia non appena esistono due identità: io e mio figlio.

Per questo credo che il problema del quando si lascia andare un figlio per la sua strada sia mal posto: è su quella strada da quando è nato, la questione della convivenza non c’entra. Il problema è come lo lascio andare. Una o tante “rotture” definitive? Un accompagnamento a tappe succesive? Una serie di “scelte naturali” da accettare? E poi: posso deciderle tutte io, queste cose?

Nel frattempo, devo decidere cosa me ne faccio dei miei ricordi. Di quelle che sono incomprensibili eredità, spesso testimoniate da un dono di un oggetto per me importantissimo ma per loro non più di un buffo giocattolo. Come passo a loro la mia vita? In che maniera è giusto farlo? Intanto trascorrono i giorni nei quali ci si vede sempre meno, tra i tempi non decisi da noi. Vorrei sapere adesso quali sono i loro ricordi – ma è una tremenda debolezza da parte mia, e sarebbe solo una ingerenza gratuita nella loro intimità.

Ivan e Andrea sono due persone, e le devo rispettare. Devo meritare il loro ricordo come lo hanno meritato, nel bene e nel male, quelli che riempiono la mia memoria e che in qualche modo mi fanno essere chi sono. Posso solo tentare di restituire loro la libertà cui hanno diritto, la capacità di costruirsi relazioni umane solide e appaganti, i mezzi per goderne appieno.

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2 thoughts on “L’eredità e la restituzione

  1. Non credo sia solo un “errore di percezione”: indubbiamente la nostra infanzia è diversa da quella dei bambini di oggi.. semplicemente perchè la società è cambiata, gli stimoli sono cambiati, quello che ci aspettiamo dai piccoli è cambiato.
    Non ho ancora bambini, quindi parlo per astrazione, ma credo che quello che principalmente vorrò dare ai miei figli sarà l’esempio perchè nel mio esempio ci sarà la mia esperienza… sperando che diventi anche un po’ la loro…

  2. ohi, ohi, come ti capisco…..giusto l’altro giorno,ad una domanda di mio figlio, sono riuscita solamente a rispondere “magari ne parliamo quando sei un poco più grande”.

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