La politica

Certamente quello di “politica” non è tra i concetti più facili da spiegare a un bambino. E in realtà, prima di tutto ci si chiede se è il caso di spiegarglielo, e come. Ciò che dovrebbe spingere un genitore a farlo è, credo, la paura che questa parola, abusatissima, entri già nel vocabolario di tuo figlio prendendo ciò che viene dalla televisione, dal luogo comune, dalle parole inevitabilmente condizionate che possono scambiarsi con un coetaneo.

zioleoQuesta è una preoccupazione che ti viene se tu hai già un’idea politica. Non solamente un’idea della politica.

Il come viene da sé: è l’esempio. In mancanza di un complesso lessico comune, come in tanti altri casi tu, papà, non hai a disposizione che l’esempio. Ma quale?

L’esempio sono gli altri con i quali fai politica – se ci sono, se la fai anche tu – i loro luoghi e le loro attività, perché prima di tutto politica non la si fa da soli. Quando lo sport che preferisci far fare ai tuoi bambini è gestito, nel quartiere, dallo storico centro sociale occupato, il resto viene da sé. Si mettono insieme, naturalmente, rugby e politica, esempio e insegnamento, abitudine e lessico, perchè sono lì, insieme, nelle ore di allenamento e di chiacchiera. Senza alcun bisogno di spiegazioni o di “vedi, figlio mio…” che fa tanto paternalismo, e non paternità.

Sono sempre le esperienze a rendere immuni dai pregiudizi, e le esperienze politiche fatte con i tuoi figli sono molto più istruttive delle altre. Un sit-in contro l’omofobia può non significare niente per i tuoi bambini di 9 e 6 anni, ma loro ricorderanno le bandiere arcobaleno, la gioia del gridare insieme lo stesso slogan, uno zio che li porta sulle spalle per fargli vedere bene che succede.

foto 007(Non era il loro “zio” in senso tecnico. Noi chiamiamo “zii” e “zie” tutti gli adulti nostri amici che vogliono diventare anche amici di Ivan e Andrea. Così facciamo capire – è la nostra speranza – che sono affetto e simpatia a creare i legami familiari, e non il contrario. Nessun familiare deve volerti bene per forza, ma se tu vuoi bene a qualcuno, renderlo di famiglia è facilissimo. Specie per i bambini. E’ un ottima politica.)

Politica, così, è stare insieme, conoscersi, fare cose insieme, condividere spazi, tempi e desideri. Ecco la definizione – e questa la capiscono certamente tutti i bambini. Gli adulti, ve lo dico per esperienza, no.

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One thought on “La politica

  1. “Nessun familiare deve volerti bene per forza, ma se tu vuoi bene a qualcuno, renderlo di famiglia è facilissimo.” Mi ricordo quando mio figlio preparò un diploma di “zia onoraria”, con disegnati sopra tutti i membri, quelli presi dall’albero genealogico e gli “eletti” 🙂

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