Il male

E’ molto difficile scrivere queste parole, c’è qualcosa che mi tormenta da giorni e che non riesco a togliermi dalla testa. Ci provo, non vi assicuro alcun risultato. Purtroppo mi serve, mi sono bloccato.

Immag016Mi diceva un’amica: mio figlio mi ha chiesto cos’è un pedofilo. Per rispondere devi essere contemporaneamente corretto, onesto, preciso, rigido ma non pauroso, sincero. Perché in fondo a tutto ciò c’è una domanda più imbarazzante e compromettente per te, genitore e padre, e cioè “perché c’è il male”?

Non è la domanda più originale del mondo, ne convengo; ma qualunque bambino, prima o poi, te la rivolge. A volte in maniera un po’ criptica, ma quella è. E’ lo stesso quando devi spiegargli il bullo, o chi lo prende in giro. Non nel senso: spiegargli quello che deve fare. Nel senso di spiegargli perché ci sono persone così. Perché ci sono persone che, in alcuni gesti e/o in alcuni momenti, sembrano pensare solo a fare male, a farti sentire male.

Non è lo stesso di spiegargli perché devono fare qualcosa che non gli va. L’insegnante, per esempio, l’allenatore o l’allenatrice, possono essere duri o peggio, ma le regole e l’educazione possono essere indipendenti da loro come persone, quindi spiegabili a prescindere da chi (sbagliando, forse) le impone in maniera maldestra. Un’attività sgradita, un dovere pesante, non sono il male perché hanno comunque un senso chiaro ed esemplificabile anche a un bambino. Il semplice male gratuito e insensato no, né in una versione sostanzialmente innocua – la presa in giro, il brutto gesto inaspettato da parte di un compagno di scuola – né in qualcosa di più grave.

A tutto questo i bambini rispondono con un’altra insensatezza: il loro amore continuo e infinito, al quale ci abituiamo con troppa leggerezza, purtroppo. Sono capaci di sospendere i loro interrogativi più profondi in attesa di una nostra risposta per anni, perdonandoci qualunque silenzio e tantissime indifferenze. Sono capaci di vivere lontano da noi per ore e ore al giorno, poi vederci e riprendere le cose con noi come fossero state interrotte pochi istanti prima. Sono capaci di ricordarsi eventi e luoghi che tu hai dimenticato e per i quali non hanno neanche un nome, ma che ti sanno raccontare come tu non riusciresti mai.

Eppure, ogni tanto il male sei tu. Perché ti capita di trattarli ingiustamente, di parlargli troppo duramente, di trattarli troppo indifferentemente, e per tua fortuna loro non ci fanno caso più di tanto, perché per fortuna tua tu sei troppo importante perché loro possano fare a meno di te, in qualunque tuo aspetto, anche negativo. Oppure quando hai finito ogni tipo di strumento per ottenere da loro quello che vorresti, fosse anche un comportamento più corretto, più prudenza e responsabilità, meno capricci, meno bugie, e passi a trattarli – malamente e difensivamente – come dei “pari”, esercitando sarcasmo, facendo tu un ricatto emotivo, o cose del genere.

Sto dicendo tutto questo per fuggire, in qualche modo, da un’immagine che mi perseguita da giorni. Da quando ho letto un articolo di cronaca che raccontava l’ennesima lite tra ex coniugi finita malissimo, con un femminicidio; lui la uccide mentre i loro due figli cercano di trattenerlo aggrappati alle sue gambe.

Immaginarli appesi alle tue gambe mentre cercano di trattenerti dall’uccidere è troppo insensato, troppo. Sei tutto il loro mondo, sei una delle fondamenta del loro ancora piccolo universo, e malgrado tutte le tue orribili e stupidissime caratteristiche di uomo, sei ancora importantissimo.

Anche per questo, per quanto tu possa essere cresciuto, e se anche lui non ci fosse più, tuo padre è sempre il primo dei tabù.

Sì, la benché minima idea, come ho detto fin dall’inizio.

 

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4 thoughts on “Il male

  1. …E il secondo e’ quello della madre! Che anche noi ne sappiamo fare di cose simpatiche ai figli. Con questo post, nel quale mi ritrovo perfettamente, hai dimostrato la profonda empatia per i tuoi figli. Per quanto riguarda come spiegare certe cose a dei bambini, se te le chiedono, gliele devi spiegare e, allora, a quel punto, e’ meglio per tutti se in passato, in maniera consona, avete parlucchiato di certe cose. Io non sono una brava a prendere i miei figli ( per adesso piccoli) e dire:”ora gli parlo di questo (pedofilia, guerra, male)”. Però l’importante è parlare assieme. Di tutto.

  2. Pingback: Due versioni | il ricciocorno schiattoso

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