Dei ricordi e della memoria

Stavo mettendo a posto, una di queste sere, l’ennesimo DVD pieno di foto dei miei figli; ragionavo sul paragone improponibile, quantitativamente, rispetto alle fotografie che ho riguardo la mia infanzia e giovinezza. Ho così poche foto di me fino ai vent’anni che, praticamente, le ricordo tutte.

PiccoloAlMare

Tranquilli, non comincerò uno dei soliti – e triti – discorsi sui “nativi digitali”, il rispetto della loro privacy o altre amenità del genere. Mi interessa invece divertirmi a riflettere, ora che arriva Natale, il tempo dei ritorni e dei ricordi, su una domanda più interessante, almeno per me. Avere tanti supporti digitali per memorizzare informazioni e immagini, farà sì che i miei figli ricordino le cose in maniera diversa da me? Perché come loro ricordano mi interessa – verrà un giorno in cui mi interesserà in maniera tremendamente importante. E mi interesseranno le conseguenze di eventuali risposte possibili.

Non credo che una sola generazione abituata da dispositivi tecnologici diversi dai miei possa aver cambiato il modo in cui ricorda. Credo che le emozioni, e le eventuali persistenze dei ricordi, dei luoghi, delle persone, siano ancora caratteristiche decisive dei ricordi. Però devo ammettere che il loro rapporto con gli oggetti delegati alla memoria è diverso dal mio. Faccio un esempio, chiedendovi la pazienza di leggere questa citazione di Proust, a proposito di libri.

Io ricordo tantissimi luoghi e persone grazie a ciò che leggevo allora, i cui particolari invece ho del tutto dimenticato. Per quanto stiano andando verso un futuro di lettori accaniti, i miei figli non avranno con i libri cartacei il rapporto che ho avuto io, se non altro perché adesso i supporti di studio e memorizzazione sono diversi, non solo uno – qual era in definitiva per me. In più, per ricordare i loro primi anni, potranno disporre di un enorme (almeno rispetto al mio!) deposito di immagini che io non ho; io, per lo stesso periodo, ho solo racconti dei miei genitori.PiccoloEBiondo

Da tutto ciò non posso che dedurre la loro diversità sostanziale dalla mia generazione, perché i ricordi compongono molto della nostra identità, e il modo di farseli, e il ruolo che hanno, sono componenti fondamentali delle personalità. Non posso minimamente immaginare che persone saranno, anche adesso che a dieci e sei anni e mezzo sono bei caratterini. Ovviamente non ho paura di poter essere dimenticato – come sarebbe mai possibile? – ma certamente mi preoccupo di costruire con loro tanti ricordi, indipendentemente da come li useranno. Mi accorgo di come siano enormemente stimolati non solo da un mondo molto più complesso, dal punto di vista delle sensazioni e delle sollecitazioni, di quello nel quale sono cresciuto io, ma anche da un numero di materiale per ricordare molto più grande da gestire. Avranno un racconto incredibilmente minuzioso dei loro primi anni di vita, ma ovviamente non è un racconto scelto da loro.

E sto pensando solo ai ricordi, diciamo così, consci – figuriamoci il resto dove va a finire. Capiterà sicuramente, come fu a volte per me con i miei genitori, di sentirmi raccontare da Ivan o da Andrea un episodio da me ignorato – e non fotografato, e non trascritto – che per loro è stato emozionante, importante e decisivo in una maniera a me completamente sfuggita di mente, completamente ignorato dalla mia percezione.

Spero di essermi comportato bene, con loro, in quel momento del quale mi sono dimenticato.

Annunci

One thought on “Dei ricordi e della memoria

  1. Forse perché ancora piccoli, ai miei figli non importa niente delle miriadi (rispetto alle due tre scattate ai nostri tempi) di immagini che li ritraggono. Probabilmente scattiamo per noi più che per loro. Magari un giorno ci rimbecilliamo completamente e le foto possono venire a supporto della nostra memoria malandata. O forse ci chiuderemo, vecchi, nel nostro studio in casa, loro già grandi, e piangeremo lacrime su quei ricordi. In ogni caso, nella maggior parte dei casi, ne verranno in possesso, ma no, non credo che le immagini potranno sostituirsi o rinsaldare un ricordo. Magari potranno dire:”guarda, di questo m’ero dimenticato”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: