Perché

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Perché non avevo la benché minima idea di cosa significasse diventare padre. E non ce l’ho ancora: non si finisce mai d’impararlo. Ammesso che lo si voglia imparare.

Perché i padri discutono pochissimo tra loro dell’essere padri. Raccontano magari molto di come sono padri, ma riflettono poco sul fatto che sono padri. Trovi libri e blog pieni di racconti e di avventure sulla paternità, pieni di consigli e anche pieni di pubblicità; ma poche riflessioni – almeno, finora, questo è quello che mi è successo – sul fatto che diventare padre è un’esperienza che cambia i tuoi pensieri, il tuo corpo, in quanto padre.

Tanti stereotipi da combattere, tanti luoghi comuni da sfatare. Senza vergognarsi della propria storia, e tanto per cominciare del proprio padre – il primo grande tabù per tutti i padri. Ma ce ne sono altri.

Con una specificità che non può essere quella della tua compagna – se ce l’hai, non è neanche detto questo – perché il suo corpo e la sua sensibilità la fanno essere genitrice in maniera del tutto diversa da te. Si sta vicini, si sta insieme, si condivide, ma  le cose si sentono diversamente – serve parlare anche con un altro padre.

Ed ecco perché non ne avevo, e non ne ho, la benché minima idea.

Qui un  elenco delle altre cose che faccio in rete.

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